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It's Friday I'm (not) in love - Issue #100

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It's Friday I'm (not) in love

22 maggio · Newsletter #100 · Visualizza online

Una rubrica per cuori precari ma non disperati. Forse.


Come sempre schiaccia play e… buona lettura.
Quando nel 2014 iniziai questa rubrica sul mio profilo Facebook non pensavo che mi sarei ritrovata 8 anni dopo a scriverne la 100esima newsletter. Ho sempre amato i numeri tondi perché ti danno una sensazione di equilibrio e completezza. Un po’ come mettere un punto per iniziare un secondo tempo.
Tutto ciò poi capita durante la settimana del mio compleanno, quello dove ormai compio il giro di boa della prima metà dei trent'anni per iniziarne l'ultima parte.
Otto anni fa pensavo che non solo questa rubrica non sarebbe più esistita ma che io stessa sarei stata una persona molto differente, probabilmente con una vita emotivamente più stabile e qualche punto fermo ben saldo al terreno. Insomma che il venerdì sarebbe stato un giorno come tanti altri, magari semplicemente con un compagno e forse dei figli.
C'è da dire che io ai figli non ci ho mai davvero pensato se non nell'ultimo anno e solo perché mi sto rendendo conto che il tempo che passa inevitabilmente potrebbe incidere su quest'aspetto sul quale, causa biologia, avrò sempre meno “potere”. Un paio di mesi fa una delle mie migliori amiche si è sentita dire dalla sua ginecologa che “per la sua età le sue ovaie erano ancora buone”. Lei di anni ne ha 36 e diciamo che non è propriamente il tipo di commento che ti aspetti di ricevere. Non che non sia vero, ma se sei una persona single è chiaro non ti poni determinate domande in questa fase della tua vita. Salvo le occasioni in cui è qualcun altro o la società stessa ad importi certe riflessioni. E anche se sei della scuola Mobrici - Fulminacci che nella cover di Stavo pensando a te cantano “E poi un figlio non lo voglio proprio” qualche domande comunque te la farai.
Che poi è un po’ lo stesso principio dell'avere un partner, sposarsi, comprare casa, avere un lavoro stabile, pianificare per tempo le tue due meritate settimane di ferie ad agosto. Una vita scandita da tappe ben precise.
Per anni ammetto di aver fantasticato su quel momento in cui sarebbe apparsa la persona perfetta per me, a cui sarebbero seguiti (forse) tutti i successivi traguardi. Quest'anno invece, che quasi sembra non riesca ad imbroccarne mezza, mi sto rendendo conto sempre più che esistono relazioni importanti tanto quanto quella con un partner romantico e che la prima e più importante in assoluto è quella che devo provare a coltivare con me stessa.
Ieri mentre attendevo l'apertura di un negozio con un'amica, una signora di una certa età ha attaccato bottone con noi raccontandoci in 15 minuti la sua vita. Ad un certo punto ha esclamato: “La bellezza torna sempre”.
Se la si osserva da questa prospettiva, forse ti accorgerai anche tu di come la bellezza stessa sia capace di annidarsi dietro tanti piccoli istanti a tratti quasi insignificanti. Che ritornano più volte come una sorta di promemoria per i giorni più ruvidi.
Nel mio caso riappare in un concerto di un vecchio gruppo che ascoltavo a 13/14 anni, con amiche che all'epoca non esistevano ma che hanno vissuto i miei stessi ricordi legati a quelle canzoni e con le quali inconsapevolmente vibravamo sulle medesime frequenze sonore. Sono un paio di sandali con tacco alto comprati nell'autunno del 2019 pensando all'estate successiva e che invece ho indossato pochi giorni fa quasi tre anni dopo per il mio compleanno e dopo mesi di scarpe da ginnastica. Passo incerto ma tanta soddisfazione.
Bellezza è il tratto che collega la fermata della metro con il portone di casa, nel mezzo una leggera brezza serale, il profumo del gelsomino sbocciato e la musica in cuffie che quando parte un pezzo che mi piace vorrei quasi allungare il tragitto. È una serata in un locale come non mi capitava da tempo con uno degli amici più cari incontrati in questi ultimi anni. È la libertà di non sapere minimamente cosa fare quest'estate e pensare che mal che vada prenderò e partirò comunque senza una metà ben chiara.
Ho una vita a tratti piena, a tratti solitaria, ma non mi sento mai davvero sola del tutto. Soprattutto è una vita mia. E come ha scritto Lindy Mockovack nel pezzo che ti segnalo più giù dedicato alla sua scelta di congelare i suoi ovuli (articolo e riflessioni splendide ben più ampie sulla sua vita da single):
“E penso tra me e me, stringendo al petto un tipo complicato di gratitudine: "Questo è esattamente il posto in cui dovrei essere”.
#ItsFridayImNotInLove

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Dalla rubrica settimanale del New York Times “Modern Love” (da cui è tratta la serie disponibile su Amazon Prime)
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Ti segnalo inoltre che It’s Friday I’m (not) in love è anche su Facebook e Instagram per consolidare il suo status di perfetta rubrica millennial.
Se invece sei più interessato a capire dove andare in vacanza quest'estate questa newsletter non ti aiuterà (non ho idea di cosa fare, giuro). E puoi cancellarti più giù.
#ItsFridayImNotInLove
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Curato con passione da Alessia Carlozzo con Revue.