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It's Friday I'm (not) in love - Issue #105

Revue
 
 

It's Friday I'm (not) in love

3 luglio · Newsletter #105 · Visualizza online

Una rubrica per cuori precari ma non disperati. Forse.


Come sempre schiaccia play e… buona lettura.
Ho un amico che non riesce a togliersi dalla testa la sua ex. Si sono lasciati un anno fa dopo un anno e mezzo di convivenza, in piena pandemia. Progetti di vita e città diverse e la necessità di non piegarsi ai voleri dell'altra. L'ha lasciata per questo motivo, ma ancora ci pensa.
Anche l'altra sua ex storica è stata una ferita sanata dopo molto tempo. Anche lì la distanza di mezzo. “Non potresti trovarti qualcuna qui, su Milano? ” ho provato a dirgli.
Un altro ragazzo che conosco invece, non sopporta le ragazze che tendono subito a dipendere da lui ed è il motivo per il quale nessuno dei suoi rapporti dura. Eppure continua sempre puntualmente a scegliere lo stesso tipo con lo stesso identico carattere.
Perché seguiamo sempre lo stesso pattern quando si tratta delle nostre relazioni? O più semplicemente, perché continuiamo a frequentare le persone sbagliate per noi?
L'editorialista del The Atlantic, Arthur C. Brooks, spiega nell'articolo che trovi più giù come questo tipo di comportamento si chiami “Groundhog Day Syndrome”, dal titolo di un film con Bill Murray (Ricomincio da capo) in cui il protagonista riviveva in continuazione sempre la stessa giornata. E sottolinea che per spezzare questo circolo vizioso sia necessario impegnarsi a frequentare le persone giuste per i motivi giusti.
Spiegazione scontata, me ne rendo conto.
Il problema probabilmente sorge quando crediamo che i motivi giusti bastino per cambiare la persona sbagliata. A volte seguiamo un copione già letto, anche solo inconsciamente, perché crediamo che “affinando” i dettagli della storia, limando dei nostri comportamenti e conoscendo già la trama iniziale riusciremo a trovare il modo per modificare il finale.
O più semplicemente è un modo per sentirci al sicuro. Conoscendo già i tratti della persona che abbiamo di fronte, in qualche modo ci sembra quasi di trovarci su un terreno noto, dove gli imprevisti non sono pervenuti. Abbiamo una paura tremenda di lasciarci andare davanti il prossimo e l'ignoto nelle relazioni non è un elemento facilmente gestibile da tutti. Forse da nessuno.
Frida Kahlo diceva “Dove non puoi amare non soffermarti”. Certo, a pensarci bene è ironico pensare che una simile frase sia stata detta dalla stessa persona che ha definito il suo più grande amore come uno dei due incidenti della sua vita. Eppure quelle semplici parole racchiudono una delle grandi verità sui rapporti e sulle relazioni.
Come capire però quando non si può amare un determinato “luogo”? Una determinata persona? Probabilmente se si conoscesse la chiave di un simile arcano non esisterebbero rapporti sbagliati o finiti, incomprensioni, incapacità di lasciarsi andare.
E non esisterebbe la poesia o la letteratura, costellate di amori e relazioni tossiche. Così come l'arte, come la stessa Frida e lo struggimento di una vita dovuto anche al rapporto complesso con Diego Rivera, poi catturato su tela.
Ecco che allora quella frase della pittrice messicana diventa non un monito quanto un augurio. Se proprio devi soffermarti, trova la forza di ripartire e, possibilmente, la prossima volta cambiare luogo e paesaggio.
#ItsFridayImNotInLove

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#ItsFridayImNotInLove
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Curato con passione da Alessia Carlozzo con Revue.