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It's Friday I'm (not) in love - Issue #107

Revue
 
 

It's Friday I'm (not) in love

31 luglio · Newsletter #107 · Visualizza online

Una rubrica per cuori precari ma non disperati. Forse.


Come sempre schiaccia play e… buona lettura.
Di Renaissance, il nuovo album di Beyoncé uscito questo venerdì, mi ero fatta ben altra idea. Totalmente demolita dopo il primo ascolto. Un album esclusivamente dance che omaggia la cultura black queer degli anni Ottanta e Novanta. «Creare questo album mi ha permesso di sognare e di trovare una via di fuga in un periodo spaventoso per il mondo», ha scritto l'artista sul suo sito. «Mi ha permesso di sentirmi libera e avventurosa in un momento in cui poco altro si muoveva. La mia intenzione era quella di creare un luogo sicuro, un luogo senza giudizi. Un luogo in cui essere liberi dal perfezionismo e dai pensieri eccessivi».
Al di là dell'aspetto musicale è interessante come il messaggio più forte di questo progetto, il primo di una trilogia, sia proprio spingere ad una rottura totale dei propri schemi personali. O più semplicemente fregarsene del pensiero e sguardo altrui. Una sorta di liberazione che passa necessariamente dal riappropriarci in primis dell'estate, di quel dancefloor mentale che la contraddistingue, del senso di leggerezza che negli ultimi anni ha inevitabilmente perso.
Affrontare così agosto, dimenticare la sua ferocia, ribaltare quel paradigma ben descritto da Roberto Saviano di come agosto sia “solo un modo, come direbbe Chaillet, per essere infelici in modo molto romantico.”
L'abbandono del perfezionismo forse parte proprio da qui, dalla necessità di riprendere a muoverci, dopo anni di torpore, e provare a non lasciarsi andare a nostalgie lontane. Ma, soprattutto, aggrapparci saldamente ai nostri bisogni, per quanto futili possano sembrare agli occhi del prossimo. Banalmente provare a non rimandare più piccoli desideri di un tempo.
Questa è l'ultima newsletter prima della pausa estiva. Tra una settimana esatta sarò con il mio zaino su un treno con un pass interrail. Secondo alcuni amici salto sul vagone con un ritardo di almeno 15 anni. Che ora forse che senso può avere? Come se non fossimo già schiacciati, noi donne in particolar modo, da una continua paura delle etichette e della data di scadenza impressa su di esse. Vale per i rapporti e le relazioni, per gli incontri mancati o persi. Per i treni passati e non presi per paura poi di chissà quale imprevisto.
Ho comprato un biglietto con la stessa disinvoltura con cui Queen Bey ha sfornato un album fuori da qualunque previsione, solo per il puro gusto di voler ballare e flirtare. Niente panni di famiglia da lavare in piazza, come con Lemonade, niente impegno politico, niente ballad strappalacrime da urlare dopo una notte di malessere qualunque.
E allora forse Renaissance potrà piacere o meno però almeno ci ricorda che si, c'è un tempo per tutto ma non è quello stabilito convenzionalmente dagli altri. È il tuo tempo, in cui non hai nulla da dimostrare e nessuno da raggiungere a tutti i costi. Così la smania della relazione perfetta da creare, della vacanze perfetta da esibire su Instagram e del fisico perfetto da postare con una riflessione introspettiva scopiazzata online scompare sotto il suono dirompente di 16 tracce dance.
Le stesse da spararci in cuffia ogni qual volta che crederemo di essere in ritardo su una fittizia tabella di marcia della società che ci circonda, dimenticandoci invece che ogni viaggio ha la sua velocità. Che poi alla fine ciò che conta è solo continuare a muoversi. Con qualunque mezzo. Fino alla prossima tappa.
Buona estate su qualunque binario ti troverai.
Se non perdo troppi treni ci rivediamo a settembre.
#ItsFridayImNotInLove

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#ItsFridayImNotInLove
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Curato con passione da Alessia Carlozzo con Revue.