Vedi profilo

It's Friday I'm (not) in love - Issue #92

Revue
 
 

It's Friday I'm (not) in love

13 marzo · Newsletter #92 · Visualizza online

Una rubrica per cuori precari ma non disperati. Forse.


Come sempre schiaccia play e… buona lettura.
Ho ribeccato un vecchio amico a cena tre giorni fa. E come tradizione vuole, quando ritrovi qualcuno con cui hai condiviso pezzi di viaggio importanti, il discorso è sempre proiettato al passato con un occhio malinconico. Mai al futuro. Quello ci attende su binari diversi e quindi quel senso di comunione, che solo i ricordi sanno (ri)creare verrebbe inevitabilmente meno.
Ritrovarsi quasi tre anni e una pandemia dopo a parlare di cose semplici e banali che però in qualche modo restano. Come ad esempio di una sua vecchia frequentazione avvenuta dieci anni fa, durata appena 8 mesi ma molto intensi. Lei più di grande di lui di poco più di 7 anni, incidentalmente una mia vecchia amica, una di quelle con cui vivi tanto e troppo intensamente e che poi improvvisamente scompare dalla tua quotidianità.
È stato lo stesso anche per lui. Lei è stata la prima ragazza più grande, quella che ti fa scattare quella voglia di volerci provare fino in fondo. Poi, come spesso accade, grandi intensità (nel bene e nel male) finiscono per affievolirsi. All'epoca fu lui a rompere con lei, e lei, sanguigna come poche lo ha cancellato da qualunque canale possibile. Da allora sono passati poco più di 10 anni, nel mezzo altre relazioni, altri incontri per entrambi, altre vite costruite altrove.
Tu l'hai mai più sentita? Sai un paio di volte ci ho ripensato, con una certa malinconia, perché di lei non so più nulla. Se sta bene, se si sente realizzata o anche solo se è felice. Io lo sono, molto. Poi però ci sono persone del passato che ti restano dentro, breve o lungo sia stato il periodo insieme poco conta. Ecco, mi piacerebbe solo sapere come sta. Tutto qui.
Su una cosa abbiamo concordato entrambi. Al netto delle separazioni e del dolore che si può avere provato e provocato, se ti fermi un attimo e chiudi gli occhi ora in questo istante alla mente ti torna subito un viso. Tutti abbiamo una persona così, una di quelle che rimane nascosta in un angolo buio del nostro cervello, capace però di tirare fuori determinati ricordi e qualche domanda.
Più semplicemente una persona che forse, sicuramente, non amiamo più (se mai sia stato amore all'epoca) ma la cui assenza totale dalle nostre vite ci lascia un pizzico di amaro in bocca. Forse perché ci riporta alla mente una versione diversa di noi stessi, più ingenua oltre che decisamente più giovane. Una versione di noi che ci credevamo un po’ di più perché è così che pensavamo che dovessero funzionare i rapporti. D'amore e d'amicizia. Dare tutto, anche quando alla fine tutto non era. Perché hai saputo raccogliere ogni pezzo accartocciato, andando avanti. “È il non sapere più nulla di lei e della sua vita che mi dispiace” mi ha confidato il mio amico.
Forse all'epoca fu un metodo di auto-difesa, cancellarti per superare la fine del vostro rapporto” ho provato a dire. Ognuno reagisce a modo suo e spesso al primo cenno di cedimento si preferisce dare uno strappo netto. Del resto bisogna pur sopravvivere.
“Telefonami tra vent'anni | Io adesso non so cosa dirti” cantava Dalla, un modo per prendere le distanze ma senza dimenticarsi del tutto. Una promessa tacita per ritrovarsi diversi “con il cuore nella borsa, sotto un cielo di tutte le stelle di un'inquietante primavera”.
Telefonami si, magari il numero sarà sempre quello, scolpito sulla pelle. Sempre lui, ma dall'altra parte della cornetta chissà chi risponderà. Ci pensi mai? Saremo così cambiati da non riconoscerci più? Vent'anni come dieci, come una vita, poco importa. Telefonami si, ma forse alla fine meglio i ricordi ad una voce che abbiamo dimenticato e che non ricordiamo più. O forse si, ma fingiamo un po’, così da non pensarci più.
#ItsFridayImNotInLove

Modern Love
Dalla rubrica settimanale del New York Times “Modern Love” (da cui è tratta la serie disponibile su Amazon Prime)
Becoming a Woman Without Her
Post-it del venerdì
Ogni venerdì gli articoli #daleggere della settimana, da buttare casualmente nel bel mezzo di una conversazione che di questi tempi sono sempre utili
It’s Your Friends Who Break Your Heart - The Atlantic
La chimica dell'amore: quali sono le sostanze che accendono la passione - D.it Repubblica
‘I lost £65,000 to a stranger who promised me the world’: My experience with a dating app swindler
Mixtape e altre storie
Consigli (non) richiesti per sembrare degli alternativi consumati
Sally Rooney e la bruttezza del nostro mondo
20 film che tutte le coppie in crisi dovrebbero guardare. Ma non solo, aggiungo io.
Chiamala Felicità - song by Cesare Cremonini
E con questo è tutto. Se questa newsletter ti è piaciuta, condividila con qualche altro amante del venerdì. Si sa, siamo tutti un po’ cuori allo sbando. E inviami, se hai voglia, consigli e suggerimenti.
Ti segnalo inoltre che It’s Friday I’m (not) in love è anche su Facebook e Instagram per consolidare il suo status di perfetta rubrica millennial.
Se invece sei più interessata a scoprire come riuscire ad ottenere il fisico di Elodie e farti un bagno a mezzanotte questa newsletter non ti aiuterà. E puoi cancellarti più giù.
#ItsFridayImNotInLove
Ti piace questa newsletter?
Per non ricevere più questi aggiornamenti, clicca qui.
Se hai ricevuto questa newsletter tramite inoltro e ti piace, puoi iscriverti qui.
Curato con passione da Alessia Carlozzo con Revue.