It's Friday I'm (not) in love - Issue #99

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It's Friday I'm (not) in love

8 maggio · Newsletter #99 · Visualizza online

Una rubrica per cuori precari ma non disperati. Forse.


Come sempre schiaccia play e… buona lettura.
In una libreria dell'usato sfogliando una vecchia edizione di Alta Fedeltà di Nick Hornby ho trovato questa dedica datata 14 agosto 2000:
“… hanno ragione di pensare che la monogamia sia un crimine, lì da dove vengo io la monogamia è contro la legge, perché noi siamo tutti cinici e romantici, a volte contemporaneamente.
Buon compleanno
Paolo.”
Non so bene da dove arrivasse Paolo, ma mi ha fatto molto sorridere il voluto accostamento di una simile dedica con Alta Fedeltà, uno dei libri che meglio racconta la paura di impegnarsi, in questo caso del protagonista Rob e la sua tendenza ad agire in base alle emozioni. Di comportamenti che sono di conseguenza le responsabili dei suoi continui desideri di conquistare sempre nuove donne.
Il segreto è tutto lì, in quell'essere cinici e che forse ci ha reso anche più incapaci nel creare un legame duraturo. O forse è solo la scusa che ci diamo per giustificare la pigrizia e quel pizzico di egoismo che rigettiamo in tutti i rapporti che costruiamo, a prescindere dalla loro tipologia.
Ti chiederai però, come si possa essere allo stesso tempo anche eterni romantici, per di più in un tempo simile. Non lo so, non ho una risposta chiara, c'è chi dice sia una questione di attitudine o di sensibilità.
O forse è solo questione di fortuna. Quella che ti aiuta ad incrociare lo sguardo giusto e a legarti per la vita, come se fosse il gesto più naturale del mondo. Fortuna ma anche dedizione e il giusto approccio all'amore come alla vita.
Antonio Capuano regista e mentore di Paolo Sorrentino lo scorso martedì sera ha ricevuto proprio dalle sue mani il Premio David Speciale. 82 anni e lì sul palco lo ha dedicato “alla mia ragazza che non c'è più”. La moglie Willy scomparsa un mese fa, lanciandosi poi in un urlo liberatorio. Si erano conosciuti in spiaggia da giovanissimi.
In un'intervista sul Corriere racconta: «Per attirare di Willy mi tuffai in mare, ero bravissimo nei tuffi, uscendo dall’acqua la salutai, lei mi sorrise». E poi?«<Ripartì dopo poco. Si era messa in testa di girare il mondo, il Messico, gli Stati Uniti. Tornata a casa, in Olanda, cominciammo a scriverci. Ci scrivevamo lettere tutti i giorni. Quando ci ritrovammo e ci mettemmo insieme, abbiamo ricoperto un’intera parete, fino al soffitto, con tutte le nostre lettere, comprese le buste. Sembrava un’opera dadaista. Non avevamo altro, mobili, niente. Andai da un amico falegname per farci fare un tavolo dove mangiare». 
Ecco lei era “la mia ragazza”. Dovremmo restare i ragazzi di qualcuno per sempre. Per affrontare con una leggerezza diversa ogni fase della vita, i momenti alti e le sue brutture. Che sia poi questo il segreto per far convivere cinismo e romanticismo fino la fine del viaggio?
Non ti disunire” è la frase simbolo che il personaggio di Antonio Capuano (che sullo schermo ha il volto di Ciro Capano) rivolge a Fabio in È stata la mano di Dio. Non ti disunire ovvero restare fedele a sé stessi, rimanere autentici osservando e accettando il mondo e l'esistenza nella sua totalità. E soprattutto saper accettare il nostro dolore e le nostre contraddizioni.
Ecco che forse allora si può essere cinici e romantici allo stesso tempo, ritrovandoci per quello che siamo, remando in avanti, trovando qualcuno che sia quello che forse è stata la moglie per il regista napoletano: sostegno continuo, libertà, slancio creativo e capacità di affrontare il tempo come a vent'anni.
#ItsFridayImNotInLove

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Curato con passione da Alessia Carlozzo con Revue.